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MILANO (ITALPRESS) – Le apnee notturne sono un disturbo del sonno caratterizzato da interruzioni ripetute della respirazione, che possono durare da pochi secondi fino a oltre mezzo minuto: la forma più comune è l’apnea ostruttiva, causata dal collasso delle vie aeree superiori. Durante queste pause respiratorie si riduce la quantità di ossigeno nel sangue; inoltre i frequenti microrisvegli, spesso inconsapevoli, peggiorano la qualità del sonno. Le conseguenze sono spesso sonnolenza, difficoltà di concentrazione, aumento del rischio di incidenti e peggioramento della qualità di vita: se non trattate, le apnee notturne possono contribuire a ipertensione, malattie cardiovascolari, ictus, diabete e disturbi dell’umore. “C’è una correlazione tra alterazioni scheletriche del cavo orale e apnee notturne. La più importante è la mandibola posizionata indietro, in posizione non corretta: questo determina il cosiddetto ‘morso profondo’, cioè una ipersovrapposizione delle due arcate dentali. Alcune volte al contrario abbiamo invece il palato molto stretto, che può determinare una malposizione anche della lingua stessa: se questa è grossa, durante il sonno tende a cadere all’indietro. Sono fenomeni molto pericolosi, perché possono determinare una sospensione del respiro e tutte le problematiche che ne possono derivare”, dice Antonella Ferro, responsabile del reparto di Ortodonzia presso l’Humanitas Dental Center di Rozzano, intervistata da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
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