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ROMA (ITALPRESS) – Il settore dell’autotrasporto è sotto pressione, stretto fra rincari e fragilità strutturali. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, l’inizio dell’anno si è rivelato pesante per le imprese: l’aumento dei pedaggi autostradali e quello del gasolio hanno fatto salire i costi fissi, con un impatto più duro sulle realtà più piccole, che spesso non riescono a compensare i rincari con rimborsi o crediti d’imposta. Gli artigiani di Mestre stimano che, a parità di prezzo alla pompa, per un mezzo pesante di una piccola attività, l’extra costo annuo solo per il carburante possa arrivare a circa 2.000 euro rispetto a fine dicembre. A complicare il quadro, restano i ritardi nei pagamenti: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto con una circolare per richiamare i committenti e prevedere sanzioni fino al 10% del fatturato annuo contro chi paga in ritardo. Costi in aumento e incassi incerti – segnala la CGIA -, mettono a rischio la tenuta finanziaria di molte imprese. Nel lungo periodo il settore si è già ridimensionato: in dieci anni le aziende attive sono scese del 22%. La contrazione è stata più marcata in alcune regioni, mentre il Trentino-Alto Adige è l’unico territorio in crescita. Pesano crisi economiche, concorrenza estera e aggregazioni che hanno ridotto le micro-imprese, aumentando però la dimensione media e la produttività. In un Paese dove oltre l’80% delle merci passa su strada almeno per un tratto, la salute del comparto resta un indicatore chiave della tenuta della logistica e dell’economia reale.
sat/azn