Innovazione

Batterie auto green, UE e USA sfidano la Cina

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di Barbara Millucci

Il mercato mondiale delle auto elettriche, se vuole soddisfare tutti i piani di decarbonizzazione dei vari governi, ha bisogno di altre 60 miniere di estrazione di litio entro il 2030. Rame, nichel e cobalto, oltre al litio, sono tra i metalli più ricercati del momento per produrre batterie delle auto green, e il 70% di questi metalli vengono estratti in Congo e Cina.

Non a caso, il maggior produttore di batterie al mondo è la cinese Catl (China’s Contemporary Amperex Technology) che produce le batterie per Tesla. Un’altra azienda con gli occhi a mandorla, Byd, oltre a produrre accumulatori per Toyota avrebbe investito 1,2 miliardi di dollari per costruire un nuovo impianto di batterie per e-cars a Zhengzhou, capitale della provincia di Henan.

Proprio per ridurre la dipendenza dalle batterie al litio cinesi, Europa e USA stanno correndo ai ripari sperimentando nuove soluzioni innovative di ricarica elettrica. In pochi sanno che l’Ucraina ha il maggior potenziale di litio dell’intera regione europea, insieme alla Serbia.

Ma come si sa, sono luoghi su cui non si può fare troppo affidamento. In USA, Ford Motor ha avviato la costruzione di una fabbrica da 3,5 miliardi di dollari in Michigan che impiegherà 2.500 persone per produrre batterie a basso costo. Sempre qui, un gruppo di ricerca del MIT sta sperimentando batterie a zolfo con la neonata startup Avanti. Mentre il colosso statunitense Natron Energy, grazie a un finanziamento di 20 milioni di dollari del Dipartimento dell’energia degli USA, sta sperimentando batterie agli ioni di sodio di ultima generazione, ricaricabili in pochissimo tempo e super sicure.

Obiettivo 2035, focus su mobilità a emissioni zero

Tornano a Roma il 5-6-7 maggio prossimi gli Electric Days (electricdays.it), dedicati alla transizione energetica della mobilità. All’evento, che si terrà all’EUR, si alterneranno momenti di dibattito, test drive e approfondimento sulle opportunità offerte dall’elettrificazione in vista della rivoluzione che ci attende da qui al 2035.