La Settimana Internazionale

Da Simest aiuti alle imprese esportatrici

Scritto il

di Massimiliano Finali

Contributo a fondo perduto del 40% su investimenti fino a 2,5 milioni di euro per le imprese esportatrici che vogliono investire con l’aiuto di Simest. Fino al 31 ottobre 2023 rimarrà aperto, salvo anticipato esaurimento dei fondi, lo sportello riservato alle imprese danneggiate dal conflitto in terra ucraina. Inoltre, Simest ha anticipato che interverrà anche a favore delle imprese esportatrici colpite dalla recente alluvione grazie a uno stanziamento dedicato di 700 milioni di euro, per il quale le imprese interessate dovranno però attendere l’operatività.

Lo sportello per le imprese danneggiate dal conflitto

Le imprese esportatrici con interessi in Ucraina, Russia e/o Bielorussia possono presentare domanda per ottenere agevolazioni fino a 2,5 milioni di euro per progetto, di cui un 40% nella forma di contributo a fondo perduto. I bandi aperti sono destinati sia a imprese che nel biennio 2020-2021 esportavano in tali aree, sia a imprese che si approvvigionavano da tali Paesi nello stesso periodo. Quest’ultima opportunità riguarda una platea potenzialmente molto ampia poiché comprende tutte le imprese che lavoravano materie prime originarie di tali zone, anche se acquistate da fornitori intermediari di Paesi al di fuori del conflitto, Italia inclusa.

Copertura totale per gli investimenti

Le imprese danneggiate possono presentare progetti di investimento di ampia portata, accedendo a un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto che può coprire le spese ammissibili fino al 100%. Il progetto può includere spese per la realizzazione di investimenti produttivi, anche in Italia, nonché spese per investimenti per la sostenibilità in Italia. Rientrano anche spese per consulenze e studi volti a rispondere al danno subito, spese per partecipazione ad eventi internazionali in Italia e all’estero, spese per certificazioni, omologazioni e brevetti e spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale.