Nel Mondo delle Pmi

Napoli culla della nautica tra riscatto e criticità

Scritto il

di Gianni Lepre

Il 2023 è partito all’insegna del riscatto e della valorizzazione del settore mare di cui sia la pandemia da Covid-19 che la crisi economica e geopolitica, avevano un po’ fatto perdere le tracce. Ma la tenacia e la buona volontà dell’industria italiana, insieme alle preziose fiere di settore, hanno riaperto i battenti di un comparto che trova nel mar Tirreno la sua ragion d’essere. Infatti, con la 49a edizione del “Nautic Sud” di Napoli, una delle capitali più acclamate della diportistica, il trend si è invertito e si tornati a parlare di una delle filiere d’eccellenza del Made in Italy.

Nonostante l’eccellenza, però, è un dato oggettivo il fatto che a Napoli continui ad essere sottovalutato e sottostimato il settore nautico, nonostante la forte volontà delle istituzioni locali di ricucire il rapporto tra la città e il mare. Il sindaco Gaetano Manfredi ha ultimamente sottolineato l’interessamento dell’amministrazione cittadina alle criticità che colpiscono il settore, in primis la penuria di posti barca che rende tutto molto più complicato. Un fatto è certo: il danno all’economia globale, e non solo di settore, è enorme se consideriamo anche gli indotti. La mancanza di ormeggi sicuri e attrezzati nel golfo più bello del mondo si è trasformato in un vero e proprio handicap, basti pensare che su 10 potenziali barche prodotte, 5 di esse non troveranno ormeggio nei porti turistici cittadini. In questo caso, calcolare i danni è una semplice operazione matematica se consideriamo che una stagione, che in genere dura sei mesi, costa per un’imbarcazione media tra i 12 e i 15mila euro. Ovviamente l’impasse non è solo economica, va ben oltre intaccando anche il mercato del lavoro.

Ma andiamo per ordine, anzi, andiamo ai dati, quelli che meglio fotografano quella che è la débâcle economica. Come detto, mancano all’appello circa 600 posti barca, ciò significa in soldoni 300 milioni di mancate commesse; 6 milioni di mancati incassi per rimessaggio; 8 milioni il danno per la carenza di ormeggi, con 11 milioni di mancati incassi sull’indotto del settore, quindi danari sottratti alla ristorazione, alle strutture ricettive, al commercio al dettaglio, in pratica tutto l’indotto. Drammatici anche i numeri che riguardano l’occupazione. Sono 6mila i posti di lavoro persi per mancate commesse legate ai posti barca; 100 invece i posti derivanti dalla filiera, e un altro centinaio quelli relativi al personale di bordo, per un totale complessivo di oltre 6.300 posti di lavoro bruciati, insieme a 126 milioni di mancate retribuzioni.

La matematica non è un’opinione, e questi sono numeri importanti per la città, una ferita aperta nell’economia locale che, volente o nolente, ha il mare come centro di gravità. Su questa linea la 49a edizione del “Nautic Sud”, edizione 2023 organizzata da Afina (Associazione filiera italiana della nautica), ha inteso tra le altre cose concentrarsi sulla promozione del settore nautico partendo proprio dall’impatto economico che esso ha sul territorio. Infatti il salone nautico della Mostra d’Oltremare, al di la delle indicazioni sui trend di produzione di imbarcazioni tra i 5 e i 25 metri, è stato un momento di riflessione sui temi legati al comparto con implicazioni dirette su turismo, cultura, enogastronomia e artigianato d’eccellenza.

La Nautica a Napoli è da sempre una leva imprescindibile di sviluppo economico e valorizzazione delle bellezze e dei paesaggi. Ma la marcia in più è rappresentata dall’apprezzamento e dalla vicinanza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in una missiva al presidente di Afina Gennaro Amato ha tenuto a sottolineare: «La nautica rappresenta un settore di punta del nostro made in Italy,  ancora una volta il genius loci italico riesce a concentrare innovazione e tradizione, artigianato e buon gusto in tutte le componenti del settore: meccanica, tecnologia, design, mobile arredo e componentistica».

Il ministro ha poi continuato: «Siete un settore composito, ma ciascuno di voi racconta il meglio dell’Italia che il governo da subito si e impegnato a mantenere e potenziare. In particolare, nella legge di bilancio, oltre al rifinanziamento di misure da sempre gradite alle imprese come i contratti di sviluppo e la Nuova Sabatini, abbiamo introdotto nuove iniziative a sostegno del made in Italy». Urso ha poi concluso: «Il ministero delle Imprese e del made in Italy è la casa di chiunque abbia voglia di fare per migliorare la nostra nazione che da sempre punta sul mare come risorsa per crescere».

Con questi presupposti, Napoli e la diportistica possono stare tranquilli perché il rilancio del settore è parte integrante dei progetti governativi su impulso e rilancio dell’industria localizzata, dove il mare assume un aspetto preponderante.