Tratto dall'edizione numero 41 del 16/06/2023

Quando la maternità è il punto di forza di un’azienda

di Giuseppe Ceccato

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La cura di un figlio è un valore e non uno stigma. Stimola abilità, crea fidelizzazione. Lo spiega in un libro Sonia Malaspina, HR di Danone Italia.

di Beppe Ceccato

Il Congedo Originale – come trasformare le organizzazioni con il potere della cura è il titolo di un libro (Roi Edizioni, 21 euro) scritto da Sonia Malaspina e Marialaura Agosta che Ad e HR dovrebbero leggere attentamente. Il tema è spiegato in testa alla cover: perché le aziende temono la maternità. Uno dei tanti stereotipi che ancora sopravvivono, forse lo stigma di tutti i luoghi comuni. Che da sempre colpisce le donne, quando a essere genitori di solito si è in due, senza per forza rimanere intrappolati nel gender. Sonia Malaspina lavora in Danone, è Direttrice Risorse Umane Italia e Grecia e fa parte del Consiglio di Amministrazione di Danone Italia. Marialaura Agosta, collega di Sonia in Danone, si occupa di HR e Comunicazione interna. Sonia è fautrice e protagonista di un grande cambio di passo nella multinazionale dove lavora dal 2011, testimoniato in questo libro. La prefazione è stata affidata a Francesca Vecchioni: «Il tema della diversità & inclusione nelle organizzazioni è caratterizzato da alcuni grandi nodi concettuali da sciogliere, che normalmente vengono letti come problemi da risolvere».

Sonia, come scrive Vecchioni, nel momento in cui si scopre la chiave per visualizzarli meglio, questi nodi si trasformano nelle opportunità più grandi?

È così. La maternità è considerata un impedimento, la lavoratrice è costretta a scegliere tra figli e carriera. Quando rientra è vista come poco affidabile, non adatta a far carriera. Invece essere madre ti dà molte più skills, si impara a gestire gli imprevisti, affina la rapidità nel prendere le decisioni. Certo, al ritorno in azienda dopo la maternità ti manca il ritmo, l’ho vissuto sulla mia pelle, ma superati i primi giorni poi c’è stato uno sprigionarsi di creatività e organizzazione.

Anche lassistenza e la cura, per esempio degli anziani, ricadono sulle donne.

Vale lo stesso principio. Molte aziende ti facevano fare esperienze estreme per stimolare le tue capacità, ma prova a crescere un bambino, adottarne uno o a curare un genitore anziano, sono palestre naturali che dobbiamo favorire. Bisogna dare dignità alla cura, valorizzandola anche economicamente.

Hai messo a punto un decalogo comportamentale in dieci punti sulla maternità e la cura. È efficace?

Il decalogo, dopo l’esperienza italiana, è stato esteso a tutta l’azienda nel mondo, ed è seguito rigorosamente. Si tratta di policy aziendali che hanno un’altissima remunerabilità, produttività e fidelizzazione. Il primo punto è l’ascolto: accogliere la mamma o il papà al rientro dal congedo, capire di cosa hanno bisogno. Prima della nascita del figlio, invece, informare la madre o il padre dei loro diritti e doveri. Quindi, dare supporto psicologico se richiesto, tenere i genitori connessi all’azienda, se lo desiderano, attraverso strumenti tecnologici e l’informazione, fornire il supporto economico riconoscendo il bonus al 100% durante il congedo, tenendo le mamme nelle politiche retributive. Inoltre, assicurare flessibilità in entrata e in uscita per gli eventi che riguardano la vita del bambino, garantire venti giorni di paternità, raddoppiare la retribuzione della mamma durante la maternità facoltativa (dal 30 al 60% del salario)…

Le Policy sono servite?

In Danone Italia la natalità – dati 2020/22 – è aumentata dell’8%. Il 14% delle donne al rientro dalla maternità è stata promossa. Attualmente il rapporto quadri/dirigenti è 54% donne e 46% uomini. Il mio obiettivo è arrivare a un 50/50.

Quali benefici avete notato dopo lapplicazione di queste policy?

Molteplici: in campo psicoaffettivo (grazie alla vicinanza), culturale (ripartizione della cura tra genitori), organizzativo (tranquillità al lavoro), ed economico (tenere le donne nelle politiche retributive).