Clima: PMI in ritardo, troppa burocrazia

di Paolo Cova

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Una ricerca su 553 imprese lombarde fotografa l’impatto del cambiamento climatico sulla produttività: una su quattro ha subito danni rilevanti da eventi meteo.

di Paolo Cova

Il cambiamento climatico è ormai una sfida ineludibile, anche e soprattutto per il tessuto produttivo. Le aziende ne sono consapevoli ma finora hanno affrontato il tema con grande cautela. In Lombardia un gruppo di imprese all’avanguardia sta sperimentando nuove soluzioni per la sostenibilità ambientale. Ma servono formule di supporto alle imprese, soprattutto alle PMI. È quanto fotografa la ricerca “Il cambiamento climatico e le strategie delle imprese” promossa da Assolombarda, Confindustria Lombardia e Banca d’Italia.

La ricerca è stata condotta tramite un questionario su 553 imprese manifatturiere (di cui il 70% PMI, il 7% microimpresa e il 23%  grandi imprese) e una indagine qualitativa attraverso focus group con i vertici aziendali di 35 realtà manifatturiere lombarde più attive sul fronte della transizione ecologica.

Innanzitutto, non sono da sottovalutare i rischi del cambiamento climatico: quasi un’impresa su quattro dichiara di essere stata interessata (direttamente o indirettamente) da eventi meteorologici estremi tra il 2017 e il 2021. Le imprese segnalano anche “rischi di transizione” relativi a cambiamenti giuridici, tecnologici, reputazionali e di mercato connessi alla transizione ecologica (il 78% delle imprese intervistate si considera direttamente o indirettamente esposto e il 45% direttamente), ai quali risultano più sensibili le realtà della metallurgia, della chimica e della gomma-plastica.

Sul fronte dell’efficientamento energetico, solo il 12% delle imprese riesce ad autoprodurre da fonti rinnovabili oltre il 10% del proprio fabbisogno energetico. Il 12% delle imprese dispone di impianti di cogenerazione.

Fra le 35 imprese più avanzate, quasi tutte hanno effettuato investimenti per l’efficientamento energetico, con la sostituzione di impianti obsoleti e l’utilizzo di tecniche innovative e di energia rinnovabile, sia essa certificata o direttamente autoprodotta tramite impianti fotovoltaici, idroelettrici, geotermici ed eolici.

Undici realtà hanno sottolineato l’importanza degli interventi di riqualificazione tra cui la sostituzione dei vecchi infissi e l’installazione di sistemi di climatizzazione efficienti e impianti di illuminazione a led. Numerose anche le realtà che migliorano la propria sostenibilità ambientale attraverso la gestione degli scarti di produzione, delle emissioni inquinanti e dei rifiuti, minimizzati attraverso il riuso dei materiali così da ridurre gli sprechi di materie prime e l’impatto sull’ambiente.

La transizione ecologica – ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada – è un percorso non più rinviabile, che richiede un ripensamento delle fasi della catena del valore. È necessario che istituzioni, parti sociali, imprese, stakeholder del territorio lavorino insieme per formare professionisti capaci di rispondere alle nuove esigenze dettate dalla sostenibilità. Allo stesso tempo, occorre ridurre gli eccessivi oneri burocratici e rendere più stabili le norme nel tempo.

Per Jacopo Moschini, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Lombardia:

La transizione ecologica necessita di formule di supporto alle imprese, in particolare alle PMI, che siano sempre più aderenti alle loro esigenze.